04 lug 2009

JOHN RENBOURN “Maestro di chitarra”



John Renbourn nasce a Londra nel 1944, la madre era una pianista classica dilettante, mentre il suo primo maestro di musica, durante gli anni scolastici, si chiama John Webber, e lo spinge all’ascolto della musica medievale.
Sempre durante i primi anni scolastici Renbourn intraprende lo studio della chitarra classica, studio che tutt’oggi lo stesso Renbourn sottolinea come fondamentale per l’evoluzione di tutta la sua carriera successiva. Durante gli anni dell’adolescenza (siamo alla fine degli anni ’50) Renbourn rimane colpito sia dalla moda dello skiffle (genere musicale che impazza nell’Inghilterra di quel periodo, e che consiste in un’amalgama di blues, bluegrass e folk americano), sia dai grandi chitarristi blues americani (Leadbelly, Big Bill Broonzy, Josh White). Il giovane John abbandona la scuola e comincia a girare per l’Inghilterra, andando a vivere in un barcone ancorato lungo il Tamigi.
Agli inizi degli anni ’60 Renbourn si iscrive al Kingston College of Art, frequentato tra gli altri anche da musicisti come gli Yardbirds, Eric Clapton e Sandy Denny. Dopo alcune esibizioni nei club di Soho, iniziano le prime apparizioni televisive, durante le quali John incontra il bassista Danny Thompson ed il batterista Terry Cox, entrambi futuri componenti dei Pentangle.
Sempre in quel periodo (1963-64) Renbourn si imbatte in Bert Jansch altro fantastico chitarrista; tra i due nasce un buon feeling musicale e personale, che li porterà ad una lunga serie di esibizioni in duo.
Inizia l’interesse di qualche etichetta discografica per il cosiddetto British Folk: il duo Renbourn-Jansch registra per la Transatlantic Records il famoso Bert and John. Sempre in quel periodo inizia il connubio artistico con la cantante Jacqui McShee, specializzata, oltre che in folk americano, anche nelle canzoni tradizionali britanniche, e in musica medievale. L’unione artistica tra John, Bert e Jacqui diventa sempre più stretta, cementata da decine e decine di concerti nei club di Londra, come il leggendario Les Cousins di Greek Street. In uno di questi concerti, in comune con il gruppo di Korner, viene chiesto a Danny Thompson ed a Terry Cox di unirsi a John, Bert e Jacqui: è la nascita dei Pentangle.
La musica del gruppo risente delle varie esperienze dei cinque componenti, con un largo spazio per l’improvvisazione. Il primo disco, The Pentangle, è distribuito in America dalla Warner Bros. Nel 1968 il gruppo va in tour negli States, suonando anche alla Carnegie Hall, al Newport Folk Festival ed ai due Fillmore, East e West, insieme a mostri sacri del pop come James Taylor ed i Grateful Dead.
Negli anni a cavallo tra i ’60 ed i ’70 i Pentangle sono molto attivi in sala d’incisione. In quegli anni il cosiddetto folk revival conquista la Gran Bretagna ed in seguito l’Europa, e la chitarra diventa, per svariate ragioni, lo strumento simbolo di quel periodo. Anche per questi motivi John pubblica alcuni libri per chitarra, relativi ai suoi brani, e si dedica ad alcuni album in cui la chitarra gioca un ruolo fondamentale (The Hermit, Black Balloon e Nine Maidens).
Nello stesso periodo John inizia a suonare con Stefan Grossman, con cui registra due album in studio ed un doppio live.
Dopo l’esperienza con i Pentangle John Renbourn si dedica in misura maggiore alla musica tradizionale suonando con Tony Roberts, Jacqui McShee, Sue Draheim ed il percussionista indiano Keshav Sathe.
Questa è la formazione del John Renbourn Group che incide i due album A Maid in Bedlam e Enchanted Garden, oltre al Live in America che ottiene una nomination per i Grammy, per la categoria Folk Music.
Agli inizi degli anni ’80 John sente il bisogno di tornare a studiare musica, e pertanto frequenta per tre anni il rinomato Dartington Music College (nel Devon), uscendone con un diploma di composizione ed orchestrazione, ma soprattutto, per sua stessa ammissione, con una profonda conoscenza di molti generi musicali a lui sino allora poco familiari, il che influenza (sempre stando a dichiarazioni dello stesso Renbourn) il suo successivo approccio alla musica.
Nel 1987 John suona insieme a Maggie Boyle, Steve Tilston e Tony Roberts al Central Park di New York, e da quell’esperienza scaturisce il CD Ship of Fools.
Ottima la collaborazione con il suo vecchio amico Robin Williamson ( altro caposaldo del folk celtico e componente dell’eclettica INCREDIBLE STRING BAND): è il CD Wheel of Fortune, che ancora una volta ottiene una nomination per il Grammy. Anche questa volta purtroppo John non riesce a vincere il Grammy in questione (a tal proposito John afferma scherzando che chiamerà il suo prossimo gruppo “John Renbourn and the Grammy Losers”, ovvero “John Renbourn e gli sconfitti del premio Grammy”…). Questi ultimi anni hanno visto una certa stasi nella produzione discografica, per sua stessa ammissione, non a causa di mancanza di materiale o per scarso interesse da parte dell’industria discografica: stando a Renbourn il problema è anche come presentare il nuovo materiale, dal momento che le sue idee musicali sono oggi molto diverse dagli anni del folk revival. Uno degli ultimi album pubblicati, primavera del 1999, è l’ottimo “Traveller’s Prayer”, ricco di brani di musica tradizionale irlandese .
John Renbourn, qualche anno fa ha anche suonato a Rieti presso la sala degli specchi, per chi c’era, come il sottoscritto, si è trattato di un concerto indimenticabile.

per scaricare ed ascoltare lo speciale dedicato a John Renborn
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The beautiful of semplicity ...

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